Le balle che ci hanno sempre raccontato
In guerra la verità è così preziosa che deve sempre essere difesa da una vigilanza di bugie.
(Winston Churchill)
Far fuori l’Iran, costi quel che costi.
Al momento in cui scrivo è partito l’attacco.
A trazione israeliana, con gli USA a rinforzo, ma politicamente costretti a reggere il moccolo.
E’ partito proprio quando pareva che Teheran stesse rispettando l’estrema linea rossa fissata da Trump: la rinuncia al materiale da arricchire e la sua consegna all’estero.
Il nodo decisivo stava nel tiro della corda tra, a un capo, Netanyahu e la sua cosca internazionale e, all’altro, Trump e la realtà MAGA, confortata da alti comandi di Pentagono e Servizi, sorretta dal voto di chi voleva dal nuovo presidente lavoro, non guerre.
E’ prevalso il ricatto di Netaniahu.
Questo tiro della corda è metaforicamente rappresentata dal genocida di Tel Aviv, con i suoi 800.000 squadristi delle colonie e una buona parte di popolazione intossicata di odio anti-arabo dal momento in cui hanno guadagnato la facoltà di udire, che dice: “O mi fai fuori l’Iran (mica solo gli Ayatollah), o tiro fuori foto e carte di Epstein. E saresti fottuto”.
Con l’altro che risponde: ”Ti riconosco la Cisgiordania giudaizzata, ci piazzo subito un consolato, ti ridò Gaza ripulita e kushnerizzata, ma risparmiami l’Iran. Quella è un’altra guerra che non vinceremo e allora addio Trump e ti perdi quello che dicevi fosse il migliore amico di Israele”.
Non è bastato. Ha prevalso la demenza criminale necrofaga di Netaniahu, della sua cricca dirigente, sostenuta da una parte non indifferente della popolazione. Del resto qualsiasi concessione Teheran avesse fatta, fino alla chiusura delle centrali di ricerca nucleare e allo smantellamento dell’armamento missilistico, non sarebbe bastata allo Stato sionista.
L’obiettivo è sempre stato chiaro e irrinunciabile: via dal Medioriente, dopo Iraq, Siria, Libano, Palestina, la Repubblica Islamica, 90 milioni di abitanti, la seconda potenza petrolifera del mondo, 1.648 milioni di chilometri quadrati, una popolazione che, alla faccia delle rivoluzioni colorate, vanta una fortissima coesione in difesa della nazione. Con quell’Iran a due passi, un Grande Israele non si sarebbe potuto fare.
Ciò che avanza a valanga è quanto serve a tenere il mondo spaventato, spettatore paralizzato dall’ignavia, parzialmente connivente, e prono al più catastrofico degli esiti.
Come in tutti casi, da che Storia è Storia, in cui si tratta di far mandare giù all’umanità bocconi indigeribili, chi vince e persuade, o induce rassegnazione, è la menzogna.
Di questo dato, connaturato a coloro che detengono il potere, continuiamo a dimenticarci. E abbocchiamo. E subiamo.
Fulvio Grimaldi
Marzo 2026